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Come nasce il famoso “cappello da cuoco?”

Il vero norme di questo famoso cappello è  “toque blanche”, viene presentato per la prima volta al mondo in Francia nel 1800, come si può dedurre dal nome stesso, si diffonde successivamente in tutta Europa ed in America. La sua fama oggi è mondiale e oggi, nell’immaginario collettivo è impossibile immaginare uno chef o un cuoco, privo di questo simbolo iconico.
Il primo cuoco ad usarlo fu Alfred Suzanne che lo ribatezzò: couvre-chef, che significa appunto cappello dello chef. Questo per far capire immediatamente, l’importanza di portare questo genere di copricapo.
Lo soprannominò in questo modo per indicare che chi lo indossava era il direttore della cucina: lo chef

Solitamente in cucina si indossavano berretti, retine e cuffiette, bassi copricapi che variavano da paese a paese, il “toque blanche”, rappresenta la svolta, lo chef si distingue grazie a un copricapo unico e diverso dal solito.

 

Egli stabilì che in cucina si doveva usare una toque rigida e alta, con delle pieghe e gonfia
Tutte queste caratteristiche del cappello erano dovute a dei motivi ben definiti: innanzi tutto un motivo di igiene, questa forma permetteva una maggiore areazione e traspirazione del sudore
Questo cappello permette alla testa di traspirare meglio e quindi di ridurre l’assorbimento degli odori. 
Inoltre l’altezza del cappello dona a chi lo indossa maggior prestigio, pertanto è adattissimo per lo chef che dirige la brigata in cucina.
Per motivi funzionali, invece del classico cotone, con cui venivano confezionati generalmente i copricapi per le cucine, fece utilizzare un tessuto sempre in cotone, ma molto più leggero che doveva essere inamidato, oppure del tessuto o della carta idrofoba che riduceva di molto la sudorazione della testa e i cattivi odori. 
Sempre per gli stessi motivi igienico-sanitari il bianco venne scelto come colore.

Venne stabilito che in cucina si doveva usare una toque rigida e alta, con delle pieghe e gonfia
Il cappello da cuoco/chef, non poteva esimersi dall’avere queste caratteristiche, i motivi erano molteplici e come si può ben immaginare sono validi ancora oggi. Per prima cosa un cappello con questa forma permetteva e permette una maggiore areazione e traspirazione del sudore
Questo cappello permette alla testa di traspirare meglio e quindi di ridurre l’assorbimento degli odori. 
Inoltre l’altezza del cappello dona a chi lo indossa maggior prestigio, pertanto è adattissimo per lo chef che dirige la brigata in cucina.
Per motivi funzionali, invece del classico cotone, con cui venivano confezionati generalmente i copricapi per le cucine, fece utilizzare un tessuto sempre in cotone, ma molto più leggero che doveva essere inamidato, oppure del tessuto o della carta idrofoba che riduceva di molto la sudorazione della testa e i cattivi odori. 
Sempre per motivi igienico-sanitari il bianco venne scelto come colore.

Negli anni il cappello da chef è diventato il simbolo di un mestiere di enorme prestigio. Indossare questo copricapo è un onore e conferisce un prestigio unico. Come quello di un regnante che indossa la sua corona davanti ai suo sudditi e al suo regno. Infatti come si suole dire ” la cucina è il regno del cuoco”. 

 

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